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Castello, Università e Torri | San Pietro e Duomo
| San Michele e Ponte
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Il Castello
Il Castello di Pavia fu iniziato nel 1360 sotto la guida del grande
ingegnere Bernardo da Venezia. Era quadrato, con quattro torri e con
un largo fossato che veniva riempito d'acqua derivata dal naviglio:
una costruzione enorme per una città che faceva allora circa 20.000
abitanti. Per la sua realizzazione erano adibiti giorno e notte oltre
500 operai a suon di sferza e i lavori |
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procedevano così rapidamente
che, dopo soli 5 anni, era già abitato dal Duca. Le belle finestre sono
ancora quelle dell'epoca, mentre la parte alta dei merli ghibellini è
stata rifatta. Anche le torri e il corpo centrale sono stati coperti da
un tetto per evitare le infiltrazioni d'acqua. La torre di sinistra è
chiamata "della Biblioteca" perché in essa vi lavorò Francesco Petrarca,
ordinando e commentando i preziosi libri scritti a mano. La torre di
destra è detta "delle Reliquie" perché nella Cappella Ducale venivano
conservate le reliquie dei Santi che molto spesso i Nobili in visita
portavano ai Duchi. Nell'atrio, agli angoli, sono conservate delle grosse
sfere di granito: sono le bombe che venivano lanciate dalle catapulte
e dai mangani francesi contro il castello durante la battaglia di Pavia
del 1525. Nel bombardamento andarono distrutte le due torri posteriori
ed anche i due lati del castello che si vedono chiaramente rifatti in
diverso stile nel 1600 e nel 1700. Una delle torri abbattute era chiamata
"degli specchi" perché in essa le Dame in arrivo andavano a mettersi in
ordine prima di essere ricevute dai Duchi; l'altra era "la lunga dimora".
la prigione di Stato, ove ben 103 cittadini subirono la cosiddetta
"quarantena", cioè quaranta giorni di tortura. Durante i 150 anni che il
castello fu abitato dai Visconti e dagli Sforza, tutti i grandi Signori
italiani e stranieri lo visitarono per andare a caccia nel bellissimo
parco che si estendeva dal castello stesso fino alla Certosa. Nel 1495
Ludovico il Moro, appena divenuto Duca, chiamò a decorare le sale del
Castello Leonardo da Vinci e il Bramante: Leonardo fece dipingere i
saloni in color azzurro cielo e vi fece applicare delle stelle in oro
zecchino; Bramante fece porre ai lati del ponte levatoio alcuni
guerrieri con scimitarre e dei paggetti che avevano la funzione di
ricevere gli ospiti. Nel 1600 e 1700 i saloni furono sbiancati per
disinfettarli dalle frequenti epidemie di peste e colera e attualmente
sono sede dei Musei del Risorgimento e gallico romano.
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L'Università degli Studi di Pavia
Pavia ospita quasi 20000 studenti universitari. Le sue lauree in
medicina e in giurisprudenza sono riconosciute anche all'estero e
questo è un retaggio dell'essere stata per otto secoli la capitale
d'Italia: i Re che qui abitavano si circondavano dei migliori
giuristi e medici per dare le giuste leggi e per essere ben curati.
L'Università è un seguito di grandi cortili a colonnato (con trecento
colonne che le sorreggono) che danno adito alle aule di insegnamento.
Oltre a questo grandioso complesso, iniziato nel 1400 da Gian Galeazzo
Visconti e ampliato successivamente dall'Imperatrice Maria Teresa
d'Austria, di cui tiene ancora il colore giallo degli edifici pubblici
austriaci, vi sono dislocati in città e periferia una ventina di altri
istituti di specializzazione. Ai muri che occhieggiano
busti e lapidi di tutti i
grandi maestri che qui
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insegnarono lasciando indelebile
traccia. In piazza Leonardo da Vinci, sulla destra uscendo
dall'Università, si trova l'Aula Magna, che fu costruita nel 1850:
un tempo vi si davano le Lauree con solennità, ma ormai è una usanza
desueta; a sinistra, il "Salone del Quattrocento", cioè la prima
costruzione fatta eseguire dal Visconti nel 1400, quando raccolse gli
"studi" sparse in città in un solo grande edificio.
La costruzione universitaria nei pressi delle torri era un tempo un
Ospedale, detto di San Matteo; poi ospitò la Scuola Allievi Ufficiali
di Comportamento e infine, dopo la II guerra mondiale, fu
incorporato nell'Università.
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Le Torri
La caratteristica che le diversifica da quelle delle altre città
d'Italia è la loro snellezza: con basamento e forma quadrata di soli
sei metri si innalzano fino a 53 metri di altezza. Le fondamenta sono
molto profonde e formate dalla stessa torre riempita da sassi calcinati
assieme. Si narra che durante una festa al Castello data da Filippo
Maria Visconti il Conte Del Maino promise di far edificare una torre
capovolta se il figlio si fosse laureato; la torre in questione fu
costruita nell'angolo della Casa del Maino, che è l'attuale Scuola
Magistrale. Aveva un basamento di quattro metri e a una certa altezza
si allargava formando balconi sovrapposti dai quali si poteva vedere la
città da diverse altezze. Dove c'era lo sbalzo, vi era una fascia di
granito bianco finemente lavorato che sembrava un pizzo e fu
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chiamata "la Torre del Pizzo in giù". Purtroppo questo capolavoro di ingegneria
fu fatta abbattere da un governatore spagnolo nel 1715 perché, passandovi
accanto, aveva l'impressione che gli cadesse addosso. Le torri non
servivano più a scopi bellici, ma erano solo segno di potenza e di
ricchezza: quando nasceva il figlio maschio di una nuova generazione ne
veniva elevata una, più alta era e più grande era in prestigio della
famiglia. In Pavia che era chiamata la città delle Cento torri, perché
secondo lo storico Spelta più di cento sovrastavano i campanili, ve ne
sono ancora 72; la gran parte è stata "tagliata" dagli avversi
partiti durante le lotte comunali tra guelfi e ghibellini: chi vinceva
faceva saccheggiare le case dei rivali e tagliare le loro torri.
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