Sabato 5 aprile alle 16 e 30, alla libreria il Delfino Silvana De Mari incontrerà i lettori e parlerà del suo libro "il Drago come realtà" con Andrea Valente e Chiara Codecà.
Silvana De Mari è nata nel 1953 in provincia di Caserta e vive sulla collina di Torino.
Ha fatto il chirurgo sia in Italia che in Etiopia, come volontaria, poi da quando le è venuto il dubbio che i mali dell'anima possono essere non meno devastanti di quelli del corpo, si occupa di psicoterapia. I
l suo hobby fondamentale è arrabbiarsi: per fare qualcosa della sua rabbia ha deciso di scrivere d'ingiustizie, persecuzioni, discriminazioni e ribellioni in forma di favola. In L'ultimo elfo illumina di tenerezza e di pietà un piccolo Elfo emarginato come "diverso", che potrebbe essere l'ultimo della sua specie. (festivaletteratura Mantova)
Andrea Valente, illustratore e scrittore, è il papà della Pecora Nera, personaggio che ha portato anche nel carcere di Nisida, per lavorare con i ragazzi sui temi della costruzione del proprio percorso formativo.
Chiara Codecà illustratrice, collabora come redattrice con Fantasy Magazine. Unisce competenza e sensibilità negli incontri con autori e lettori.
Ne
Il Drago come Realtà
, la De Mari affronta in un saggio i significati storici e metaforici della letteratura fantastica.
Dal sito LiberWeb:
"Le fiabe non conterrebbero nulla di reale se la psiche delle creature umane fosse incorporea. Questa psiche è contenuta in un corpo, ed è diverso se questo corpo è in un mondo di fame e disperazione, in una terra dove le madri sono trascinate verso i roghi e dove passano i lanzichenecchi, oppure se è in un posto in cui l'unico dubbio è 'insieme al tè, ci facciamo i frollini o i biscotti al cioccolato?'. Nel primo caso la fiaba è Hansel e Gretel, nel secondo Winnie Puh. In realtà la fiaba, narrazione fantastica senza alcuna pretesa di verosimiglianza, nata dal basso, spontanea e anonima, proprio per il suo contenuto fantastico è in assoluto la narrazione che è più vicina alla realtà storica: è l'unica narrazione dove la realtà storica, di qualsiasi tipo, sia stata rappresentata." Da tempo immemorabile la narrazione fantastica ha sempre toccato, in tutte le sue forme, corde profonde nell'uomo. Dalla fiaba tramandata per generazioni e raccontata alla famiglia riunita davanti al focolare al poema epico, lontana eco di gloriose battaglie e indimenticabili eroi, alla letteratura fantasy del Signore degli Anelli o di Harry Potter, con le sue metafore sfuggenti e le sue suggestioni cangianti e multiformi, il fantastico si è sempre posto come infinito e prezioso deposito di archetipi dell'immaginario. Silvana De Mari prova ad analizzare il perché dell'impatto sempre crescente della letteratura fantastica sulle società: attraverso la neurobiologia, la psicologia, l'antropologia e, perché no, la politica, l'autrice traccia infatti una mappa ideale della storia dell'Uomo e della cultura, realizzando una guida originale e definitiva sul passaggio tra fiaba, fantasy e realtà attuale.
La recensione di William Grandi sul numero 75 di LiBeR
La letteratura fantastica e il fantasy godono attualmente di un grande successo tra lettori giovani e adulti, confermandosi come generi di punta nel panorama editoriale odierno. Questo dato di fatto ha reso necessario elaborare strumenti e chiavi di lettura, per interpretare un fenomeno che coinvolge non solo i romanzi, ma pure i film, i giochi di ruolo, l'Immaginario collettivo.
Il libro di Silvana De Mari indaga su questo vasto arcipelago di storie, di segni e di sogni, per individuarne le radici culturali e i riferimenti letterari.
Anche a partire da alcune considerazioni di natura neuro-biologica, l'autrice introduce il lettore al fascino della narrazione fantastica, capace di arricchire di senso l'esperienza esistenziale. Lo sguardo della scrittrice si posa con lucidità sugli eventi drammatici della nostra epoca e li rilegge alla luce delle ricche metafore delle fiabe, dell'epica e del fantasy: questi generi letterari, infatti, raccontano storie antiche che riescono a parlare dell'attualità, alludendo alla perenne necessità di opporsi ai "mostri", di proteggere i diversi, di salvare la bellezza.
Silvana De Mari analizza in particolare il fantasy con la cura e la competenza di chi ha incontrato questo genere da lettrice e da narratrice, mettendo in evidenza i richiami profondi e le preziose peculiarità letterarie di una forma di racconto capace di evocare atmosfere remote, eppure contemporanee: i romanzi fantasy, spesso ambientati in epoche senza tempo e volutamente fuori dalla quotidianità, mostrano un'inaspettata capacità di parlare del presente, delle nostre tensioni, dei nostri timori. I draghi, gli orchi, gli "oscuri Signori" abitano ancora tra noi e la De Mari non esita a svelarne le trame, ricorrendo alle fascinazioni, ai messaggi, ai segnali presenti nei suoi racconti e in quelli di altri importanti autori fantastici. Il libro della De Mari si configura pertanto come un'analisi audace e originale che dalla letteratura si estende pure alla realtà globale, la quale sempre più spesso pare assomigliare a certi
terrificanti e pericolosi scenari descritti da Orwell, da Kafka, da Tolkien, dove la lotta tra opposti contendenti non lascia spazio alla pietà o alla dignità.
L'autrice ha steso questo libro con uno stile vivace e con un taglio dinamico, secondo la forma del saggio narrativo, dove elementi autobiografici si intrecciano con frequenti richiami ai classici e con un'intensa passione intellettuale. (William Grandi )
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