Giovedì 7 agosto 2008
IL TRENO PER IL DARJEELING (The Darjeeling Limited) di Wes Anderson
Interpreti Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Amara Karan, Camilla Rutherford, Irrfan Khan, Bill Murray, Natalie Portman, Durata 91
Origine USA 2007.
India. Un malinconico uomo di mezza età scende frettolosamente da un taxi e insegue un treno in partenza. Durante la corsa si accosta a lui un individuo allampanato, più giovane, che gli lancia un'occhiata fugace e lo supera riuscendo a salire. Da questa pittoresca corsa al ralenti inizia il viaggio del "Darjeeling Limited", lo sgangherato convoglio, che ospita i tre fratelli Whitman durante il loro tragicomico viaggio indiano. Dopo uno sguardo di rammarico verso l'uomo rimasto a terra, Peter/Adrien Brody, fuggito di casa un mese prima della nascita di suo figlio, raggiunge infatti i due fratelli in un colorato scompartimento, dopo un anno di silenzio seguito all'improvvisa morte del padre. Francis/Owen Wilson, il maggiore, è l'artefice che ha ideato il viaggio dopo un brutto, ma illuminante incidente stradale di cui porta ancora i segni sul corpo, mentre Jack/Jason Schwartzman, il minore, è un buffo aspirante scrittore col cuore a pezzi, di ritorno da un prolungato, ozioso soggiorno parigino in un albergo di lusso, l'Hotel Chevalier, che dà il titolo al cortometraggio con Natalie Portman, ideale prologo del film.
Il viaggio però, si sa, è tale soltanto se può contare anche su di un percorso interiore dei protagonisti, ed un viaggio in India, da questo punto di vista, si presta ancora di più all'assunto.
Colorato e pittoresco, autentico e drammatico, verosimile e surreale al tempo stesso, il subcontinente si trasforma ad ogni svolta nell'ennesima saga familiare proposta dal cinema di Wes Anderson.
Tre fratelli immaturi, aristocratici e dispettosi, geniali e nullafacenti, spocchiosi e smarriti, un po' come i capricciosi fratelli Tenenbaum, si ritrovano a distanza di tempo a fare i conti col presente, cercando di guardarsi dentro e provando a confrontarsi con il padre, figura genitoriale onnipresente ed ingombrantissima nell'opera di Anderson.
Anche se questa volta non conta di meno il ruolo della madre, interpretata da un'elegante Anjelica Huston, un'altra che di suo deve aver scontato non poco la figura del padre...
La nostra è infatti fuggita in India per diventare suora attivista, e ciononostante rimane ancora madre immatura e fifona.
Significativa eccezione, se ci pensate, alle donne forti e determinate dipinte fino ad oggi da Anderson, costanti guide di uomini immaturi e poco affidabili.
C'è chi va in analisi, chi si strugge, chi frequenta un prete e chi fa film. E ancora una volta siamo lieti, che il nostro texano d'adozione newyorkese, sia tra questi ultimi.
Le sue famiglie disfunzionali e problematiche, anche se distanti mille miglia dalla nostra sensibilità ed esperienza, ci si stampano dentro con vividezza preoccupante.
Affette da una noia aristocratica e da uno spleen curato con gocce e pozioni indiane fanno shopping tra spezie e serpenti velenosi, ed hanno fugaci quanto soddisfacenti rapporti sessuali con bellissime hostess nella toilette del treno.
Film dopo film Anderson muta, parlandoci diversamente di argomenti differenti: avevate mai prima d'ora preso contatto col sesso nelle sue opere? Ma quel che più affascina di questo regista è il fatto che cambi rimanendo sempre in contatto con se stesso. Non vi piacerebbe fare lo stesso?
D'altronde, per fortuna, siamo tutti nella stessa situazione: treni che si possono perdere pur rimanendo sui soliti binari.
E, per favore non ci lamentiamo per così poco!
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