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Comune
di Pavia Piano
Regolatore Generale Relazione
illustrativa Gregotti
Associati Studio (A.Cagnardi,
V.Gregotti) Modificato
in seguito all’accoglimento di Milano, aprile 2002 Comune
di Pavia Piano
Regolatore Generale Progettisti
incaricati: Gregotti
Associati Studio A.Cagnardi V.Gregotti Architetto
Associato Augusta
Mazzarolli Con: B.Colombo P.Bertelli A.Cavazzuti B.Colombo F.Graziati S.Glade S.Martinelli F.Papis M.Pirella V.Trombetta
Funzionari
dell’Amministrazione: G.Facchini P.Carena D.Ciceri F.Conti D.Quinzeni
Ufficio
del Piano: P.Boneschi F.Dell’Angelo A.Leidi A.Panzarasa
Coordinamento
Atlante urbano: G.Malizia
Consulenti: Per
la parte geologica: G.Marchetti F.Finotelli
(S.G.P.) Per
gli studi di traffico e mobilità: P.Gelmini
(Centro studi traffico) Per
il settore commerciale: Sincron
Polis Srl
Relazione illustrativa Comune
di Pavia, Assessorato all’Urbanistica Documento
di indirizzi urbanistici per la redazione del Piano Regolatore Generale Relazione illustrativa
Parte
seconda. I contenuti generali Il Piano
e la città (Le opportunità di Pavia) Tutelare
e preservare (Il patrimonio della città) Dal
raccordo autostradale al Naviglio: San Pietro, la SNIA ed il TicinoLa valorizzazione di Borgo TicinoLa riqualificazione dei margini urbaniParte
terza. I temi settoriali Grandi attrezzature urbane ed istituzioniParchi, aree verdi e riqualificazione ambientaleAttrezzature di quartiere e riqualificazione delle periferieParcheggi e spazi per la sostaAttrezzature tecnologiche e servizi tecniciAltri serviziParte
quarta. Dimensionamento e verifica degli standard Sintesi della stimaAppendice.
Analisi, criteri ed effetti delle controdeduzioni COMUNE
di PAVIA ASSESSORATO
ALL'URBANISTICA DOCUMENTO
DI INDIRIZZI URBANISTICI PER LA REDAZIONE DEL PIANO REGOLATORE
GENERALE DI PAVIA 1.
OBIETTIVI
DEL PRG E IDENTITÀ DELLA CITTÀ La
città di Pavia attende dal Consiglio Comunale un progetto di generale
miglioramento della sua qualità, dell'efficienza dei servizi urbani
e di più razionale utilizzo delle sue risorse ai fini dello sviluppo. Tale progetto, a lungo rinviato per la mancanza di una variante generale di piano, si rende ancor più necessario perché Pavia rischia una perdita di ruolo e di posizione rispetto alle sue antiche tradizioni produttive, scientifiche e culturali, artistiche e ambientali. Naturalmente ciò non è dipeso esclusivamente dall'assenza di un nuovo P.R.G. I più generali processi di deindustrializzazione che hanno coinvolto larga parte del paese e la difficoltà della piccola e media imprenditoria locale di sostituirsi a quella esterna durante la crisi delle imprese maggiori, rallentando il dinamismo dei settori tradizionali ed accentuando la sua specializzazione in servizi di alta qualità, hanno reso Pavia una città fornitrice di servizi a utenti esterni e nel contempo di forza lavoro e capitale umano ad attività insediate altrove. Ciò
ha comportato elevati costi di congestione per la città e nello stesso
tempo una contrazione della possibilità di finanziarne l'ammodernamento. Pavia si è a lungo dibattuta nell'alternativa tra la tutela urbanistica della sua qualità ed identità e la promozione della sua ripresa economica. In una concezione moderna dello sviluppo e della pianificazione urbana, tale alternativa pare oggi superata. Infatti gli elementi di tale identità hanno in sé una potenzialità tale che, se ben utilizzati e valorizzati, oltre ad essere un valore ai fini del benessere dei cittadini, possono anche diventare una risorsa per lo sviluppo. O quanto meno, l'esperienza di consimili città europee, autorizza ad avere fiducia in tal senso. Pavia
è una città accessibile, in un area metropolitana tra le più moderne
d'Europa. Se si rende il suo sistema di servizi e di viabilità più efficiente;
se si riforma il suo tessuto urbano sia nelle porzioni interne liberatisi
per dismissioni, che nei suoi margini e prospetti esterni; se si organizza
la sua ricchezza di suoli in un moderno e fruibile sistema di parchi;
se si valorizza il suo patrimonio storico-monumentale e la sua tradizione
di ricerca scientifica e sanitaria; si può far perno su tali risorse
per attrarre attività economiche ad alto valore aggiunto ed alto contenuto
tecnologico ai fini di uno sviluppo non generico, ma di uno sviluppo
di qualità. Se tali attività si insedieranno, potranno interagire positivamente
con l'attuale struttura produttiva, determinandone il rilancio. E'
per questo che, accanto all'adozione di un nuovo P.R.G., anzi all'interno
del processo di elaborazione dello stesso, l'Amministrazione intende promuovere progetti capaci di valorizzare l'identità della città, progetti per " Pavia città universitaria ", " Pavia città d'arte ", "Pavia dei parchi" capaci di coinvolgere mediante forme di accordo o di cooperazione convenzionale i diversi soggetti e attori urbani. Congiuntamente ai piani che caratterizzano ed accompagnano ogni normale pianificazione urbanistica, quali quelli relativi alla viabilità, ai servizi, al commercio, alla riqualificazione produttiva, essi concorreranno a realizzare un miglior assetto della città e la maggior mobilitazione possibile di risorse ed energie. La mobilitazione di risorse da parte del nuovo P.R.G., attraverso la programmazione dell'adeguamento dell'offerta residenziale, la promozione della tutela e del recupero del patrimonio esistente, e l'investimento volto a migliorare la dotazione infrastrutturale, offriranno notevoli occasioni all'imprenditoria. Ma affinché tutti possano beneficiarne, l'Amministrazione intende creare condizioni di pari opportunità e di concorrenza tra gli operatori, mediante un sistema equo di regole urbanistiche. Soprattutto il compito di una grande riforma urbana, che finalmente possa valersi di ampie porzioni di territorio urbano interno rese disponibili da dismissioni private e pubbliche, richiede che la normativa di Piano non crei situazioni di privilegio che alterino i meccanismi di mercato che regolano la normale e corretta competizione tra imprenditori. Solo così funzionerà il mercato e si potrà fare appello a tutte le energie necessarie per dotare Pavia di servizi di cui necessita, per riportarla al suo antico ruolo economico e culturale, per recuperarne in un grande sforzo collettivo le ricchezze e le tradizioni.
2.1
Coerentemente con i propri Indirizzi Generali di Governo, ritiene che
una strategia di sviluppo economico per la città debba puntare non solo su un'ulteriore specializzazione nei servizi di alta qualità, ma anche sulla valorizzazione di tutte le attività produttive. Razionalizzare il sistema produttivo pavese inteso in senso lato - industria, artigianato, servizi e commercio - deve essere un obiettivo prioritario della pianificazione generale. Si tratta
dunque di assicurare una offerta, certa nelle previsioni di piano e
organica nelle localizzazioni, per gli insediamenti di nuova attività,
che escludano la grande distribuzione; di regolare la permanenza delle
attività esistenti e delle imprese minori, favorendone la riorganizzazione
e la ricollocazione. 2.2 Un obiettivo di tale razionalizzazione è costituito dalla riqualificazione di aree in cui si è verificata una trasformazione di fatto delle destinazioni d'uso produttive, al di fuori delle norme urbanistiche vigenti. Per tali aree si ritiene opportuna una più flessibile commistione tra funzioni produttive industriali ed attività di servizio o commerciali. Si conviene sull'opportunità di proseguire nello sviluppo del polo produttivo del Bivio Vela, riqualificandolo dal punto di vista dimensionale e riconsiderandolo rispetto alle procedure attuative. Nelle previsioni ad esso relative vanno incluse aree anche per attività di servizio generale, come il Centro annonario, nonché un centro servizi e possibilmente uno scalo merci. Ai margini della tangenziale è prevedibile inoltre un ampliamento di aree a vocazione produttiva. Per favorire le localizzazioni delle attività industriali e artigianali l'Amministrazione ha già avviato il riesame della determinazione degli oneri di urbanizzazione per adeguarli all'effettiva dinamica dei costi delle opere e con l'impegno a contenerne il livello mediante una maggior efficienza nella realizzazione delle stesse. Nell'ambito di queste linee generali si ritengono
possibili varianti anticipatrici relative a comparti di vecchia destinazione
industriale occupati di fatto da attività commerciali e varianti di
rilocalizzazione in concomitanza con richieste insediative non procrastinabili
e di alto valore. 2.3 Si ritiene necessario rinnovare l'impegno per lo sviluppo di un Parco Tecnologico nei pressi dell'area del Cravino, attraverso una ridefinizione del ruolo dell'Amministrazione comunale nell'ambito delle istituzioni ad esso preposte. Inoltre il nuovo PRG deve prevedere la possibilità di ulteriori localizzazioni a nord di quelle già destinate alle prime realizzazioni di incubatori e laboratori di ricerca, nell'ambito delle aree già attualmente previste per l'espansione universitaria.
2.4
Una delle sezioni più rilevanti di un piano di riqualificazione e ammodernamento
della struttura produttiva sarà costituita dal Piano commerciale. Il
progetto di piano nella sua definizione esecutiva sarà determinante
per ridisegnare questo settore in modo coordinato con il PRG. In particolare
si dovrà cercare di censire tutti gli insediamenti distributivi in corso
di realizzazione o in programma anche a livello sovracomunale; favorire
una maggior efficienza del sistema commerciale basato sull'innalzamento
della superficie media, una crescita equilibrata del settore, un servizio
migliore e più accessibile per i cittadini, individuando gli standards
più idonei di dimensionamento.
Vanno
infine progettate due essenziali strutture di servizio: in tempi rapidi
il Mercato ortofrutticolo nell'ambito del Centro annonario nell'area
del Bivio Vela ed inoltre un Mercato Generale, a disposizione del commercio
ambulante e di piccole dimensioni, nell'ambito di un'area di trasformazione
contigua al centro storico. 3.
POLITICHE
PER LA MOBILITA E LA VIABILITÀ 3.1 Da tempo manca a Pavia la possibilità di completare un organico progetto di riforma della viabilità esterna ed interna. Conformemente agli Indirizzi Generali di Governo approvati dal Consiglio Comunale, gli interventi riguardanti la viabilità intermedia e la grande viabilità saranno in primo luogo volti alla realizzazione della Tangenziale nord, mediante una soluzione rispettosa delle forti valenze ambientali presenti nel Parco della Vernavola. Conseguenti a tali interventi saranno l'adeguamento della Tangenziale Est in corrispondenza degli svincoli attuali e il collegamento diretto del sistema tangenziale alla statale "Bronese" adeguando lo svincolo del " Bivio Vela ".
L'opportunità
di realizzare il quarto ponte sul Ticino sarà valutata sulla base di
razionali considerazioni tecnico - viabilistiche, di impatto ambientale
e di costo economico. Le future valutazioni viabilistiche in ordine
a tale infrastruttura dovranno tenere conto della diminuzione del traffico
da Est indotta dalla realizzazione della tangenziale Nord, di eventuali
incrementi determinati dalla trasformazione dell'area Snia su Viale
Cremona e Viale Partigiani, nonché delle opportunità di meglio valorizzare
il Lungoticino. Le previsioni del nuovo P.R.G., e le destinazioni d'uso
ad esse connesse dovranno prevedere le relative aree di salvaguardia
compatibili. 3.2 In ogni caso l'Amministrazione conviene sulla necessità di decongestionare le attuali direttrici di penetrazione nel quartiere San Pietro mediante la creazione di una strada interquartieri che lo colleghi con la Vigentina (connettendo tra loro Via Madonnina, Via Baldo degli Ubaldi, Via Pastrengo) adeguandola opportunamente per sostenere il traffico diretto verso la zona Nord della città. Sarà anche valutata la possibilità di una strada di gronda strettamente aderente ai margini sud del quartiere che utilizzi, collegandoli, tracciati stradali già esistenti. 3.3 Per quanto riguarda la zona Ovest appare fondamentale sgravare C.so Manzoni dal traffico di attraversamento, mediante il completamento della realizzazione della Gronda Ovest, per la quale è già elaborato un tracciato che lo collega con il Lungoticino Ticinello" mediante un nuovo svincolo in prossimità del sottopasso ferroviario. Si conviene inoltre di riattivare il tratto di raccordo autostradale fino a Via Aselli allo scopo di migliorare le possibilità di accesso da Ovest, anche attraverso la previsione di nuove infrastrutture di parcheggio e viabilistiche nell'ambito delle aree di trasformazione ai margini della ferrovia Milano
- Genova. Nella zona Nord andrà articolata ulteriormente la rete stradale
al fine di decongestionare Via Olevano e Via Mirabello. 3.4 Le previsioni del P.R.G. dovranno conformarsi con il Piano del traffico urbano (PUT) che il Consiglio Comunale approverà ed alle soluzioni da esso previste circa la pedonalizzazione del Centro Storico. Data la natura di breve termine del PUT, il P.R.G. dovrà provvedere ad una ipotesi di completamento a lungo termine della dotazione di parcheggi a corona del centro storico, da definirsi in relazione agli effetti della sua prima applicazione, e nell'ambito dei progetti di trasformazione urbana più sotto indicati. 3.5 L'Amministrazione intende infine razionalizzare i progetti esistenti di piste ciclabili, collegando i tracciati attualmente esistenti in un sistema organico che faciliti il collegamento tra centro e quartieri periferici e possibilmente connetta le aree verdi e le aree a parco come più sotto indicato. 4.
POLITICHE
PER I SERVIZI 4.1
La qualità della città e la sua capacità di attrarre risorse ai fini
di uno sviluppo di qualità richiede un'ampia e efficiente dotazione
di servizi. L'obiettivo del PRG è quello di perseguire l'adeguamento
della dotazione di aree destinate a servizi agli standard che non risultano
al momento totalmente rispettati; nonché quello di favorire il perseguimento
degli obiettivi degli Indirizzi Generali di Governo in ordine all'efficienza
dei servizi sociali ed alla tutela delle categorie più deboli.
Contemporaneamente
è interesse della città che alcuni servizi di interesse generale siano trasferiti
dal centro storico e localizzati in aree capaci di sopportare l'aumento
di congestione.
Particolare
cura dovrà essere dedicata a collocare servizi addizionali nei quartieri
periferici secondo modalità capaci di creare elementi di centralità
e riqualificazione urbana in quelle parti della città che sono cresciute
quasi esclusivamente sulla funzione residenziale, meglio utilizzando
a tale scopo, possibilmente le aree all’interno dell'attuale perimetro
urbano.
Poiché il quadro normativo nazionale impone la decadenza dei vincoli dopo cinque anni ed i limiti di bilancio non consentiranno presumibilmente di realizzare l'intervento necessario su tutte le aree vincolate a servizi entro quel periodo, va studiata la possibilità, almeno per aree di opportune dimensioni e contigue a zone già urbanizzate, di un doppio regime che autorizzi come alternativa l'edificazione con indici molto bassi e cessione gratuita all'Amministrazione della rimanente quota di sedime, o la previsione della realizzazione, in regime convenzionale, dei servizi ritenuti necessari, da parte dei privati. 4.2
Servizi scolastici e sportivi Quanto
ai servizi per l'istruzione le previsioni del PRG dovranno essere coerenti
con un "Piano dei servizi scolastici e socio-educativi" che
assuma i seguenti obiettivi: a) decentramento dell'utenza e riduzione dell'affollamento
delle scuole elementari e medie inferiori ubicate nel Centro storico; b)
creazione di poli o aree di servizi scolastici in cui siano collocati
ordini di scuola contigui; c)
progettazione di spazi scolastici che preveda la possibilità di un loro
utilizzo per altre attività sociali e sportive; d)
creazione di nuove strutture o modifica delle già esistenti al fine
di fornire più spazi a disposizione di ogni alunno con numeri più ridotti
per classe, impegnando, in questo senso, il Provveditore agli Studi. Per quanto riguarda in particolare il decentramento delle scuole medie inferiori si ritiene opportuno una ricollocazione ad ovest di un edificio scolastico destinato ad una scuola media inferiore.
Per
le strutture sportive si elaborerà un " Piano comunale degli interventi
" in collaborazione con i Consigli Circoscrizionali onde favorire
una adeguata rete di impianti sportivi di piccole e medie dimensioni
nei diversi quartieri. Si propone inoltre di realizzare il Centro Sportivo
presso l'area ASM di Via Acerbi, di recuperare il Palazzetto dello Sport
di Via Porta, nonché di reperire un'area da destinarsi alla realizzazione
di una nuova piscina. Grandi spazi aperti e attrezzature per attività
motoria e sportiva devono essere previsti nell'ambito della politica
di valorizzazione dei parchi urbani. 4.3
Servizi generali : Università e Sanità L'Università e le Istituzioni Sanitarie della città sono il nucleo centrale intorno a cui possono svilupparsi ulteriori servizi di alta qualità. L'Amministrazione intende perciò favorire sia lo sviluppo di ulteriori iniziative che utilizzino il carattere residenziale dell'Ateneo per attività formative di eccellenza, anche a livello post-laurea, che la promozione di attività di ricerca e servizio alle imprese che sfruttino le risorse di sapere scientifico e tecnologico di cui l'Università è dotata. Preso
atto del sistema di insediamenti nel Polo del Cravino previsti dalla
pianificazione precedente e delle sue successive modificazioni, si ritiene
opportuno perseguire il metodo di una convenzione congiunta con l'Università
e le Istituzioni Sanitarie volta tra l'altro a riorganizzare l'area,
inserendola in un contesto urbano costituito da presenze di residenza
civile e universitaria nonché di servizi adeguati all'autonomia dell'area. Inoltre
l'Amministrazione intende collocare le convenzioni nell'ambito di un
più generale Progetto " Pavia città universitaria " che coordini
le ulteriori iniziative di residenze universitarie; che consenta la
destinazione alle nuove attività formative di spazi ottenuti dal recupero
di edifici storici e di aree demaniali; che preveda l'espansione dei
servizi complementari alle Istituzioni Universitarie e Sanitarie (servizi
sportivi e di tempo libero) secondo un piano organico volto a integrare
queste strutture con i quartieri ed i parchi ai fini di una reciproca
valorizzazione. Il P.R.G. dovrà inoltre garantire, sempre attraverso
strumenti attuativi, la possibilità di riconversione di edifici che
l'Università e le Istituzioni Sanitarie dovessero dismettere nel Centro
Storico. Il Comune ritiene utile inquadrare tale complesso di previsioni
e rapporti in una convenzione generale di indirizzo, attuabile per comparti
urbanistici convenzionati secondo la vigente disciplina urbanistica. 4.4
Parchi di interesse urbano e territoriale Per
la città di Pavia l'ampliamento in termini quantitativi delle zone a
parco rappresenta un obiettivo di grande rilevanza strategica ai fini
della qualità urbana e valore turistico del suo territorio.
Il PRG deve anzitutto tenere conto dei criteri e delle perimetrazioni determinate dal nuovo PTC del Parco del Ticino. Ma l'Amministrazione intende avere anche una propria autonoma e attiva politica urbanistica con riferimento ai parchi urbani e sovracomunali. La dotazione di verde attrezzato e di parchi va sviluppata nella consapevolezza della sua rilevanza come valore in sé e come risorsa fondamentale della città. A ciò va dedicato uno specifico progetto "Pavia dei parchi". Oltre alla riconferma delle zone già previste a Parco, il PRG dovrà prevedere i parchi urbani del Navigliaccio, e del Naviglio Pavese, il Parco della Sora, una ulteriore articolazione del Parco della Vernavola in un Parco del Vernavolino (Sentiero dei Mulini). Particolare rilievo dovranno assumere le progettazioni delle aree lungo il Ticino, in specie con riferimento alla riva sinistra, completandone i percorsi ciclabili e valorizzandone le potenzialità di fruizione turistico-ricreativa. Vanno
anche recuperati e valorizzati percorsi ciclabili senza soluzione di
continuità, già esistenti ma non progettati, di collegamento tra le
aree verdi e le aree a Parco. Tali percorsi, capaci di ricollegare le
aree naturali a Est (Francana sud) e a Ovest (Sora), dovrebbero articolarsi
in un tracciato più esterno che unisca la Vernavola, attraverso il tracciato
della tangenziale, al polo universitario del Cravino e all'area Sora;
ed uno più interno che segua il tracciato del Naviglio e, dopo una deviazione
fino al Policlinico, ridiscenda attraverso il Navigliaccio. Una
consistente espansione del Parco della Vernavola e la progettazione
di un Parco storico di Mirabello sono da considerare il primo passo
della promozione del Parco Visconteo.
Le aree verdi e a parco andranno considerate anche sotto l'aspetto del patrimonio di biodiversità (mappandole come in molte città italiane); numerose aree da recuperare sotto questo profilo potranno essere affidate a gruppi di volontariato, sia sotto il profilo della definizione che della salvaguardia naturalistica. 4.5
Altri servizi di carattere generale L'Amministrazione
intende valorizzare le potenzialità della città come luogo privilegiato
di congressi in connessione con la presenza delle sue alte istituzioni scientifico accademiche. Perciò intende esaminare la possibilità di una opportuna localizzazione di un moderno Centro congressuale, separato dal Polo fieristico, che si affianchi agli spazi disponibili in Università e nel centro storico per attività congressuali di piccola e media dimensione, in un area di facile accesso e nel contempo sufficientemente prossima alla localizzazione dell'Università e del Polo Sanitario. Ove possibile l'Amministrazione intende destinare a tale scopo aree dismesse suscettibili di trasformazione urbana. Sia ai fini delle attività congressuali che delle attività turistiche si dovrà prevedere un ampliamento delle strutture alberghiere adeguato all'importanza delle possibili future iniziative e della potenziale capacità di sviluppo di tali settori, prevedendo anche forme di incentivazione per gli operatori. L'Amministrazione conferma il ruolo del Broletto come "Centro urbano" a disposizione delle associazioni culturali, in adeguati spazi per riunioni e pubblici dibattiti. Si confermano inoltre le linee del "Progetto Pilota" avente per oggetto il recupero dell'ex Caserma Calchi, come sede della Biblioteca Civica, nonché di spazi aperti a iniziative culturali di alto livello in regime convenzionale con l'Università. Gli spazi liberati nell'attuale sede della Biblioteca potranno essere utilmente riconvertiti a scopo museale. Nei progetti di trasformazione di aree dismesse di proprietà comunale andranno previsti spazi ulteriori per l'aggregazione giovanile e per attività collettive a medie ed alta utenza. Si ritiene anche che la città debba dotarsi di moderne strutture annonarie da collocarsi nell'area del Bivio Vela, che grazie alla felice posizione sotto il profilo viabilistico, possano fungere
anche da servizio di carattere intercomunale. Il nuovo PRG deve infine prevedere una localizzazione per una nuova area cimiteriale, essendo ormai sature le aree attualmente destinate a questo scopo. Il nuovo Cimitero, con le sue aree di rispetto, dovrà assumere la configurazione di un Parco in modo che il nuovo intervento non costituisca un elemento di dequalificazione della zona nel quale sarà inserito. 4.6
Residenze di servizio e strutture di accoglienza L'evoluzione demografica del nostro paese e della nostra stessa città, richiede una specifica politica volta ad incrementare spazi per servizi e per residenze destinate agli anziani. Con particolare riferimento alle seconde l'Amministrazione intende avvalersi anche della collaborazione con istituzioni e operatori privati, allo scopo di dotare la città di un sistema diffuso di residenze da collocarsi, nell'ambito dei progetti di trasformazione urbana, ai margini del centro storico e nei quartieri. Analogamente l'Amministrazione intende adoperarsi affinché nell'ambito del nuovo regime convenzionale con il San Matteo e le altre istituzioni sanitarie, siano previste strutture di accoglienza per gli utenti delle stesse in regime di day hospital, nonché per le famiglie dei degenti scegliendo, all'uopo, aree che non creino aggravi di traffico sulla rete stradale urbana e nuovo pendolarismo interno. Il regime convenzionale con l'Università deve infine prevedere ulteriori sviluppi delle residenze di studenti, al di là delle più recenti iniziative dei Collegi privati nonché dell'ISU nell'area
Vanzina e nell'area Cravino. Le previsioni di piano devono favorire
anche la diffusione di residenze universitarie offerte da operatori
privati. Nell'ambito delle politiche volte all'accoglienza si conviene sull'urgenza di riprogettare una miglior localizzazione per il campo nomadi in un'area pubblica, ricorrendo ai finanziamenti regionali disponibili recuperando, così, l'area attualmente occupata, che costituisce ostacolo insormontabile alla necessaria futura piena valorizzazione del tragitto Ponte Coperto - Confluente, area di grande pregio ambientale e risorsa essenziale per un miglioramento della qualità della vita nel Centro Storico. 4.7 Per la realizzazione del sistema di servizi, al fine di valutare l'effettiva incidenza nello standard qualitativo della città, verrà predisposto all'interno del P.R.G. un piano delle risorse finanziarie che dovranno garantire lo loro realizzabilità ed i conseguenti tempi di attuazione.
5.1 Un P.R.G. adatto alla fase storica attuale non sarà un P.R.G. principalmente rivolto all'espansione urbana né al mero recupero o conservazione del patrimonio abitativo esistente. Esso
deve farsi carico del problema della trasformazione urbana, per cogliere
anzitutto l'occasione storica della disponibilità di aree di notevole
consistenza e di collocazione strategica provenienti dalle dismissioni
industriali e dalle dismissioni demaniali indotte dalle politiche di
bilancio del Governo centrale. Un
secondo aspetto delle trasformazioni è costituito dal governo e dalle
previsioni relative adaree dismesse sia pubbliche che private di minor
dimensione, su cui è presumibile poter sviluppare o ricollocare funzioni
specifiche prevalentemente non residenziali. Un terzo aspetto della trasformazione urbana consiste nel completamento ai margini della città per porre rimedio alle "sfrangiature" determinate nella periferia da fenomeni incontrollati e non previsti dalle pianificazioni precedenti, nonché per creare elementi di qualità e centralità urbana nei quartieri periferici.
La
finalità principale delle politiche di trasformazione è quella del miglioramento
della qualità urbana. Pertanto si prevede che la definizione delle aree
in esse coinvolte non avvenga solo mediante azzonamento ma anche mediante
la precisazione delle modalità di intervento, in modo da controllare
le coerenze generali e consentire agli operatori una chiara individuazione
degli indirizzi urbanistici. 5.2
Le grandi trasformazioni. Un razionale governo delle trasformazioni si rende necessario non solo allo scopo di mantenere l'equilibrio delle funzioni nella città, e di migliorarne la qualità interna ed esterna, ma anche di creare condizioni di equità, pari opportunità e concorrenza tra gli operatori privati ed immobiliari. La natura strategica e dimensionalmente rilevante delle grandi aree provenienti da dismissioni suggerisce un loro trattamento globale come comparto e tendenzialmente uniforme sotto l'aspetto normativo e degli indici. L'ipotesi generale è quello di un indice edificatorio moderato, tale da consentire nelle aree da trasformare una acquisizione di "territorio pubblico" da destinare a verde, spazi pubblici e infrastrutture necessarie ad una città moderna e di eccellente qualità urbana. Sul residuo deve essere prevista una collocazione mista ed equilibrata di destinazioni d'uso produttive, terziario - direzionali, e residenziali, da definire in modo flessibile nel tempo e variabile per ciascuna area entro limiti che garantiscano l'equilibrio tra le funzioni sia all'interno della stessa area che tra di esse. Mediante
le grandi trasformazioni l'Amministrazione intende anche cogliere l'occasione
per migliorare la dotazione e l'efficienza delle infrastrutture viabilistiche
della città, nonché per incrementare e meglio distribuire il proprio
sistema dei servizi generali secondo gli indirizzi più sopra definiti. 5.3
Completamento ai margini Lo sviluppo di porzioni di tessuto urbano non pienamente controllato dalla pianificazione precedente ha dato luogo ad evidenti sfrangiature della città in alcune sue zone periferiche, in specie nell'area Cravino ad Ovest e nell'area Vallone ad Est. Questo dato di fatto impone un intervento specifico
di completamento nei margini esterni volto a riqualificare la qualità
e l'immagine della città nelle periferie. Ciò potrà essere ottenuto
con la previsione di aree a verde attrezzato e servizi. Per le aree residenziali di completamento, si propone una previsione di comparto (comprendente più proprietà), con un indice minimo, inferiore a quello delle aree di trasformazione, e una destinazione d'uso che preveda, oltre che una quota residenziale, una sostanziale quota di servizi alle persone e di terziario. Per
quanto riguarda l'intervento sul margine est, si ritiene che la notevole
espansione del Quartiere Vallone negli ultimi decenni renda preferibile un completamento molto moderato.
6.1
Pavia è una città ad alta tensione abitativa che, anche a causa di un
eccessivo ritardo di una variante generale di piano, sta sperimentando
un eccesso di domanda di abitazioni, particolarmente concentrato in
alcune tipologie residenziali (in specie medie e mediograndi). Tale
eccesso trascina con sé i valori dell'intero mercato, favorendone la
vocazione speculativa. Questa situazione, innalzando il livello delle rendite, determina costi privati e sociali altissimi sia sotto il profilo dei prezzi delle abitazioni, che sotto quello delle locazioni. Ciò impone un'accurata pianificazione dell'adeguamento dell'offerta, anche allo scopo di riequilibrare il costo della residenza rispetto ai comuni limitrofi. Le
previsioni di espansione residenziale in una fase di calo demografico,
devono pertanto basarsi
sui seguenti obiettivi: a)
invertire fino ad annullarlo il saldo migratorio negativo; b)
tenere conto della naturale evoluzione della dimensione delle famiglie; c)
creare una offerta di alloggi dimensionalmente migliore (più vani medi
per famiglia); d)
soddisfare le domande generate da sfratti e da vari tipi di disagio; e)
soddisfare una parte della domanda di residenza universitaria, presumibilmente
non accoglibile
in residenze collegiali. Sulla base delle analisi del piano tali previsioni
si collocano
in un intervallo compreso tra 9000 e 12000 vani in un orizzonte decennale. 6.2 La determinazione di aree per l'espansione residenziale va coordinata con le previsionirelative alle trasformazioni delle aree dismesse ed a quelle di completamento ai margini. Si conviene su una distribuzione equilibrata dell'incremento di vani tra residenze in aree coinvolte in tali trasformazioni, e residenze ottenute mediante recuperi e piccoli completamenti urbani. L'individuazione delle aree di espansione e di completamento sarà comunque
vincolata alla recente normativa regionale tendente ad escludere da
esse zone a rischio di esondazione, da individuarsi in modo rigoroso
mediante un opportuna documentazione cartografica da allegare al P.R.G. Dovrà anche essere considerata la possibilità di una maggiore ricchezza tipologica, individuando zone dove sia opportuna e possibile la realizzazione di insediamenti a bassa densità
(case uni e bifamiliari).
6.3
Conformemente agli Indirizzi Generali di Governo approvati dal Consiglio
Comunale, dovrà essere previsto un nuovo Piano di Edilizia Economica
Popolare, ispirato tuttavia a criteri innovativi. In particolare si
ritengono superati interventi eccessivamente concentrati in ampie aree,
che hanno determinato esiti discutibili sia dal punto di vista qualitativo
che sociale. Pertanto le nuove iniziative andranno realizzate per piccoli
lotti ed in modo diffuso tra le diverse aree di espansione.
7.1
L'Amministrazione intende accentuare le politiche di valorizzazione
del suo patrimonio storico monumentale, ivi compreso il Naviglio sia per migliorarne la tutela ai fini della qualità urbana, che allo scopo di imprimere un salto di qualità nelle potenzialità turistiche della città.
In
una concezione aggiornata della città storica va incluso, oltre al tradizionale
Centro Storico, anche il patrimonio diffuso delle cascine ed edifici
storici della campagna circostante (in specie nel Parco Visconteo) che,
mediante un recupero mirato possono attrarre turismo di qualità in virtù
delle memorie in esse contenute. 7.2
La nuova Amministrazione ha già delineato di fronte alla città il suo
progetto relativo a "Pavia città d'arte", sia in termini di
obiettivi di recupero ed utilizzo dei suoi monumenti, che in termini
di risorse da reperire nell'ambito e al di fuori del bilancio comunale.
In questo quadro alla pianificazione urbanistica tocca il compito della
valorizzazione dell'intero tessuto urbano che fa da contorno ai singoli
monumenti. Pertanto l'Amministrazione intende promuovere ulteriormente
una specifica iniziativa di studio del Centro Storico non intesa come
progetto meramente accademico, bensì volta ad approfondire il sistema
informativo e conoscitivo alla base dei futuri progetti di recupero.
Essa si rende necessaria ritenendosi ancora incompleto e disorganico
l'attuale livello di conoscenza basato su pur numerose ricerche settoriali.
L'iniziativa
deve partire dalla raccolta e coordinamento di competenze diffuse in
Università, Associazioni Storico - Ambientali - Monumentali, e nelle
competenze storico artistiche di varie Amministrazioni.
Per
quanto riguarda gli aspetti più propriamente urbanistici e normativi
il suo obiettivo è quello di definire criteri e norme di salvaguardia
e di intervento riferiti in primo luogo al contenuto e all'epoca degli
edifici storici ed in secondo luogo alle modalità di intervento sui
prospetti esterni (piano dei materiali, piano del colore ecc.). 7.3 Si ritiene che, anche a causa dell'evoluzione normativa nazionale che autorizza interventi per asseverazione dei progettisti, nonché della scarsità delle risorse da destinare ai controlli, nessuna norma possa assicurare totalmente l'efficacia degli interventi di recupero e restauro, se non attraverso la collaborazione degli ordini dei professionisti operanti nel settore. Si ritiene perciò che una politica di convenzioni con tali ordini, volta a definire regole generali e impegnative per gli associati, nonché a riformulare il regolamento edilizio, possa dare un contributo positivo in tale direzione.
8.1
Negli ultimi anni la città ha vissuto il timore di un suo progressivo
svuotamento urbano a favore dei comuni del proprio circondario, segnalato
dal deterioramento progressivo del suo saldo migratorio. Per invertire
queste tendenze è certamente necessario un adeguamento dell'offerta
di residenza. Ma ai fini della progettazione urbanistica ciò non è sufficiente,
poiché i confini amministrativi del comune sono ormai poco significativi
ai fini di qualsiasi politica territoriale.
L'Amministrazione comunale intende perciò collocare il nuovo P.R.G. nell'ambito di una più ampia pianificazione del territorio in cui la città è inserita. Sollecita pertanto l'Amministrazione Provinciale a provvedere, di concerto con i Comuni, all'elaborazione pianificatoria di sua competenza. Tuttavia se si considera che la città di Pavia come centro di un sistema urbano costituito dai Comuni circonvicini e in via di progressiva integrazione, l'Amministrazione intende porre in atto una autonoma iniziativa di confronto e di coordinamento con le previsioni urbanistiche degli stessi. 8.2 Il coordinamento dello sviluppo territoriale, mediante accordi di programma che impegnino le Amministrazioni a coordinare i propri atti, si rende oggi necessario perché una crescita equilibrata del sistema intercomunale pavese richiede l'abbandono di politiche competitive delle singole Amministrazioni sui costi della residenza e sugli incentivi localizzativi. Infatti i comuni della cintura rivolgono una forte domanda di servizi alla città di Pavia, ma tendono contemporaneamente a competere con essa sul piano tariffario e delle aree per insediamenti produttivi. Pavia
deve essere disponibile, anche attraverso la trasformazione istituzionale
della ASM, a creare le condizioni per la gestione consortile di molti
servizi. Ciò potrà costituire tra l'altro un primo passo verso una maggior
armonizzazione tariffaria. Ma l'Amministrazione sollecita anche una
comune politica relativa alla determinazione degli oneri di urbanizzazione
che assuma come criterio il costo effettivo delle opere, perseguendo
così non solo il bilanciamento intercomunale degli oneri stessi, ma
anche una corretta ridistribuzione dei carichi dall'intera cittadinanza
ai reali beneficiari delle urbanizzazioni. 8.3 Sovracomunale dovrà essere anche la politica per le attività economiche, allo scopo di mettere a disposizione un insieme coordinato di servizi alle imprese (Centri servizi, Parco Tecnologico) e di previsioni urbanistiche circa le destinazioni d'uso produttive. In particolare, nel comparto della grande distribuzione commerciale si assiste oggi ad una crescente domanda di insediamenti sul territorio di Pavia e dei comuni del circondario. Il coordinamento dei piani commerciali diventa allora inevitabile anche allo scopo di prevenire impatti negativi sul sistema viabilistico di collegamento tra la città ed i comuni della cintura.
Sotto
quest'ultimo profilo anche le previsioni circa la grande viabilità non
potranno che tenere conto di una comune posizione delle Amministrazioni
circa le più rilevanti strade di livello
provinciale e nazionale, in specie per quanto riguarda i collegamenti
verso Sud e verso l'Oltrepò, che potranno richiedere nuove e costose
infrastrutture di sovrappasso sui fiumi
della Provincia. 8.4
I Comuni del circondario pavese hanno una consolidata tradizione di
difesa dell'aspetto paesaggistico del loro territorio, che deriva dall'appartenenza
di molti di essi al Parco del Ticino. Questa cultura naturalistica va
mantenuta e sviluppata mediante una comune azione all'interno degli
organi del Parco, nonché verso i governi provinciali e regionali. A
ciò va aggiunta la ripresa, attraverso la creazione di un consorzio,
delle iniziative relative alla promozione del Parco Visconteo.
La nuova Amministrazione si impegna a promuovere tutte queste iniziative nella consapevolezza che l'equilibrio urbano sovracomunale all'interno di un più generale equilibrio ambientale, è una carta decisiva da giocare ai fini della valorizzazione della stessa città di Pavia.
Relazione illustrativa Il testo della
Relazione è stato integrato e modificato tenendo conto delle
L’impostazione L’impostazione del Piano
Il nuovo Piano di Pavia ha un’impostazione per molti versi inedita rispetto ai tradizionali strumenti di pianificazione generale e contiene dispositivi e meccanismi che ne semplificano l’attuazione e ne rendono meno rigide le previsioni. Si sono infatti cercate,
all’interno delle disposizioni legislative che regolano la redazione
dei Prg, spazi e aperture che consentissero di superare alcuni degli
impasse e delle “debolezze” comunemente imputate ai Piani (mancanza
di elasticità nel tempo e rispetto a specifiche esigenze puntuali, complessità
e lentezza delle procedure attuative, eccessivo vincolismo). Le modalità per ovviare
a tali “difetti” sono spesso individuate nella maggiore indeterminatezza
delle previsioni, in un Piano che si limiti ad indicare le linee guida
strutturali entro cui, in seguito, operare per progetti specifici da
elaborare nel tempo. Tale impostazione svilisce la natura regolamentare
del Piano, il suo essere la principale legge della città, la legge che
tutti i cittadini devono rispettare nei loro rapporti con il territorio,
e offusca la sua natura progettuale. Il Piano di Pavia
è quindi, contemporaneamente una legge che sancisce diritti e doveri
ed un progetto, espressione della volontà della città. La natura normativa
del Piano indica le strade, le modalità ed offre le opportunità perché
ciascun cittadino partecipi, individualmente, alla realizzazione del
progetto collettivo. Ciò richiede spesso
uno sforzo, un sacrificio delle aspettative individuali, una limitazione
della libertà d’azione del singolo in nome di un interesse collettivo
superiore, spesso in nome di valori che prescindono dalle esigenze dagli
attuali abitanti della città, ma si riferiscono ad orizzonti temporali
più vasti, quelli della città stessa, che sopravviverà ai suoi cittadini. Ma il Piano offre
anche opportunità ed occasioni. L’accurata fase analitica e la puntuale
verifica progettuale delle ipotesi di trasformazione consente infatti
di accelerare procedure ed interventi se coerenti con l’impostazione
e tutti i contenuti del Piano. Tale impostazione si estende sia alle
nuove realizzazioni che agli interventi sull’esistente e riguarda sia
la città recente che il patrimonio storico. Ciò costituisce un grande
vantaggio operativo. Gli elaborati di Piano
contengono quindi indicazioni di dettaglio relativamente alla configurazione
dei nuovi interventi ed alla classificazione del patrimonio edilizio
in base al grado di valore riconosciuto. Ciò consente l’attuazione degli
interventi in via diretta senza l’obbligo di successivi momenti attuativi
(Piani particolareggiati, Piani di recupero, Piani di lottizzazione
ecc.). Tale modalità si applica
ad esempio agli interventi sugli edifici dell’area storica anche se
non prevista espressamente per legge. E’ infatti lo stesso Prg che fornisce
i contenuti del Piano Particolareggiato. Resta comunque facoltà dell’Amministrazione
redigere uno o più piani di dettaglio qualora lo ritenesse necessario
od opportuno. Le stesse procedure
si applicano agli interventi di nuova edificazione ed a quelli di ristrutturazione
urbanistica. Anche in questo caso il Piano fornisce, nella tavole di
Piano e di apposite schede normative, tutti i contenuti della pianificazione
attuativa (localizzazione e quantità delle aree a servizi, assetto della
viabilità, disposizione degli edifici, regole edilizie -altezze, distanze,
allineamenti ecc.-), consentendo, nel caso del pieno rispetto di tali
prescrizioni, la realizzazione degli interventi attraverso il rilascio
di concessione edilizia diretta accompagnata da una convenzione che
regoli la cessione e la realizzazione delle opere di urbanizzazione
e dei servizi secondo le prescrizioni di Piano. In alternativa a tale modalità è comunque sempre possibile redigere strumenti esecutivi con contenuti diversi da quelli del Piano, ferme restando alcune delle prescrizioni ritenute immodificabili, come ad esempio i tracciati della viabilità principale, o alcuni allineamenti o disposizioni della nuova edificazione ritenuti vincolanti o, ancora, la quota minima di aree a servizi o la loro natura. Il Piano offre una via breve per realizzare gli interventi previsti e peraltro non nega quindi la “libertà attuativa” insita nella predisposizione degli strumenti esecutivi di dettaglio. L’insieme delle norme
che regolano le trasformazioni fisiche e funzionali della città e del territorio costituisce
l’ordinamento normativo che la comunità urbana decide di condividere:
è ciò che è stato chiamato “Il Piano della città” ( Titolo II
delle NTA). Può accadere tuttavia che l’apparato normativo generale,
per quanto accurato, non tenga in considerazione specifiche legittime
esigenze puntuali, volontà od opportunità di cui oggi è difficile immaginare
i contorni, o progetti che possono realizzarsi solo con la diretta partecipazione
e volontà di privati che trovino opportuno e conveniente procedere alla
loro realizzazione e che contribuiscano così al raggiungimento degli
obiettivi del Piano. Il Piano si fa carico
di tale campo attraverso una specifica parte della normativa denominata
“La collaborazione dei cittadini”( Titolo III delle NTA).
E’ quindi all’interno delle stesse norme tecniche che sono previsti
i casi, le modalità ed i margini entro cui i cittadini possono avanzare
proposte che aiutino a realizzare i contenuti del Piano. Non si tratta
quindi di deroghe alle norme del Piano, ma solo di alcune opportunità
di attuazione delle previsioni del Piano lasciate all’iniziativa del
cittadino. La collaborazione
del singolo alla realizzazione degli obiettivi di Piano è riconosciuta
attraverso l’accesso ad un sistema definito e parallelo di regole, con
contenuti in parte diversi da quelli del Piano della città, ma concorrente
a realizzare i medesimi obiettivi. E’ quindi una partecipazione diretta del cittadino alla realizzazione del Piano, un’opportunità che la città offre al privato di rendersi protagonista di scelte, azioni, interventi, che rispondano contemporaneamente alle specifiche esigenze singolari ed all’interesse dell’intera comunità urbana. I contenuti di dettaglio
nell’articolazione delle opportunità offerte per ciascuna area normativa
ed i limiti fissati per l’accettazione delle proposte sono illustrati
nello specifico capitolo della Relazione. Vi è infine un’ulteriore
articolazione normativa del Piano che vale la pena evidenziare. La maggiore
parte degli interventi “quotidiani” sulla città riguardano gli edifici
esistenti, la loro manutenzione, la leggera trasformazione, il loro
adeguamento. Tali interventi di rilevanza edilizia non necessitano di
corpose norme di comportamento di tipo urbanistico, non differiscono,
in genere, a seconda della destinazione di zona, non comportano incremento
della capacità insediativa, non modificano la struttura urbanistica
della città. A tale scopo il Piano
scinde in articolati diversi le norme che regolano gli interventi sugli
edifici esistenti qualora essi non comportino modifica della sagoma,
del volume, della destinazione d’uso e non comportino aumento della
Superficie Lorda di Pavimento (Slp) ( Titolo II, capo I, art.11
delle NTA). Gli interventi che soddisfano tali condizioni sono
perciò limitati e regolati solo in base al valore (storico, architettonico,
ambientale, documentario) dell’edificio su cui sono diretti. Il Piano classifica
l’intero patrimonio edilizio esistente in cinque distinte classi, in
base al grado di tutela applicato all’edificio ( art.7 delle NTA).
Per ciascuna delle classi sono individuati i tipi di intervento sempre
consentiti, entro i limiti ed alle condizioni sopra citati, indipendentemente
dalla zona urbanistica in cui ricade l’edificio ( art.11 delle
NTA). Si fornisce perciò un agile compendio normativo autonomo
dal resto delle norme urbanistiche generali, che consente una più semplice
gestione degli interventi, sia per il privato, che per l’Amministrazione. Tutti gli interventi che eccedano i limiti citati (ampliamenti, cambi d’uso, demolizioni, nuove costruzioni ecc.) e che quindi rientrano nel campo delle operazioni di rilievo urbanistico, che possono modificare l’assetto urbano, si devono invece confrontare, come di consueto, con le norme di ciascuna area normativa. Anche l’articolazione
delle specifiche norme di ciascuna area normativa del Piano è studiata
in modo da rendere chiari possibilità e divieti ( Titolo II, capo
II delle NTA). Di ciascuna area le Norme forniscono la descrizione
e la definizione, stabiliscono le modificazioni ammesse sugli edifici
esistenti quando si modifichino la Slp, la sagoma, il volume (che non
necessariamente sono uguali in tutte le aree normative), prescrivono
le modificazioni sulle aree di pertinenza, fornendo i parametri edilizi
ed urbanistici per gli interventi di sostituzione o nuova edificazione
quando questi siano consentiti. Sanciscono infine le modificazioni ammesse
alle destinazioni d’uso e le modalità attuative degli interventi. Questa articolazione si ripete nello stesso ordine in ciascun articolo delle Norme e consente, nella consultazione del Piano, di separare i problemi secondo le necessità di intervento. |