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Cinema sotto le stelle: Caramel



Giovedì 10 luglio 2008
CARAMEL di Nadine Labaki

Interpreti Nadine Labaki, Yasmine Al Masri, Joanna Moukarzel, Gisèle Aouad, Adel Karam, Siham Haddad
Durata 96’
Origine Francia, Libano 2007.










Da un paese travagliatissimo come il Libano, da cui giungono di continuo allarmi di violenza e di sangue a dispetto dell'inquietante contesto, una storia normale, intessuta di piccole cose, gioie e dolori, solitudini e amori.

A Beirut, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza: Layale, interpretata dalla stessa regista Nadine Labaki, innamorata di un uomo sposato, Nisrine, impersonata da Yasmine Al Masri, che sta per sposarsi e non sa come dire al futuro sposo che ha già perduto la verginità, Rima, Joanna Moukarzel, che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne, Jamale, Gisèle Aouad, ossessionata dall'età e dal fisico, e infine Rose, Siham Haddad, che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella Lili, Aziza Semaan. Nel salone, tra colpi di spazzola e cerette, si parla di sesso e maternità, con la libertà e l'intimità propria delle donne.

Nadine Labaki ci propone dunque un affresco sulle donne, che non mancherà di andare dritto al cuore delle spettatrici, ma non solo. Un acquerello a tinte delicate, mai volgari, che tratta però temi di scottante attualità: la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti. Stupiti, contempliamo come i problemi del mondo femminile siano sempre gli stessi, anche se il progresso sembra essersi fermato agli anni '80. Le donne fanno scudo, insieme, per affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.

Con colori e fotografia degni dei pittori fiamminghi, Caramel, il titolo deriva dall'uso del caramello per la depilazione femminile, poggia lo sguardo sulle dolci malinconie quotidiane, senza cadere nello scontato o nello stucchevole, e riuscendo a raccontare ben sei storie in una sola, senza che nessuna prenda il sopravvento. Una narrazione materica che usa gli occhi, e le orecchie per dar corpo a sensazioni, ad emozioni, agli odori, in modo così pregnante da convincerci di poter toccare e assaporare, come se fossimo realmente immersi nell'atmosfera che fa per tutto il film da sfondo efficace alla messa in scena.

Spiega infatti la regista: «Tutti pensano che il Libano sia un'eccezione nel Medio Oriente, che sia molto più libero e moderno di altri paesi islamici. In parte è così, ma è vero anche il contrario. La cultura è ancora molto tradizionale, la religione è opprimente, e le donne hanno sempre paura di contraddire il proprio ruolo di mogli e di madri. Il mio film racconta questa paura». I toni da commedia popolare, l'umorismo solare e concreto, la colonna sonora, sempre presente anche se dosata con saggezza, opera di Khaled Mouzanar, rendono Caramel un'occasione davvero da non perdere.

Aggiornato il 07/07/2008 04:21:05