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ALBORELLA (CYPRINIDAE
Alburnus alburnus alborella)
In molti corsi d'acqua di
pianura l'alborella è la specie numericamente più abbondante; le dimensioni
massime sono piuttosto limitate e gli esemplari di 15 cm sono considerati
eccezzionali. L'alborella è in grado di popolare, in gruppi numerosi,
diversi ambienti acquatici di pianura con acqua ferma o corrente non troppo
vivace. La dieta è costituita principalmente da minuscoli invertebrati
planctonici. La riproduzione avviene in giugno e luglio: gruppi numerosi
di adulti si portano presso i fondali ghiaiosi e sabbiosi del sottoriva,
dove le femmine depongono circa 1500 uova piccolissime, subito fecondate
da maschi. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale è raggiunta
al secondo anno.
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CARASSO (CYPRINIDAE
Carassius carassius)
Il corpo dei carassi cresciuti
in zone ricche di cibo è molto alto, con il dorso a gobba, mentre nelle
zone più povere rimane piccolo senza gibbosità e presenta una testa
di grandi dimensioni. La specie nno supera normalmente i 30 cm di lunghezza,
anche se eccezzionalmente sono stati catturati esemplari di 45 cm con
un peso di 3 kg. Vive preferibilmente in acque stagnanti o a lento corso
specie se eicche di vegetazione; può sopportare bene acque inquinate,
torbide, male ossigenate e sbalzi di temperatura. E' comune e spesso
abbondante nel Ticino, in molte lanche, nei navigli e anche stagni,
cave e laghi. Cerca il cibo, costituito da sostanze vegetali, detriti
e qualche invertebrato, smuovendo il fondo con il muso. Le femmine,
spesso in numero molto maggiore dei maschi, depongono in maggio e giugno
20000-50000 uova sulle piante acquatiche.
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CARPA (CYPRINIDAE
Cyprinus carpio)
Originaria dell'Asia centrale
fino al mar Nero e al bacino del Danubio, la carpa è stata introdotta
in Italia in tempi remoti, forse durante l'Impero Romano. Questo pesce
è presente a volte nei tratti più profondi e tranquilli del Ticino, anche
se predilige le acque calme di lanche, stagni e canali specilmente se
ricchi di vegetazione. La dieta è molto varia comprende invertebrati acquatici,
piante e sostanze vegetali di varia natura. Quando la temperatura dell'acqua
scende sotto i 12°C, riduce molto l'alimentazione e si ritira in acque
profonde per svernare. La riproduzione avviene quando la temperatura raggiunge
i 18-20°C: le femmine depongono sulla vegetazione acquatica un enorme
numero di uova (anche un milione in femmine di 10 kg). Lo sviluppo è molto
rapido e alla fine del primo anno i giovani possono raggiungere i 15 cm
di lunghezza. Sono stati catturati esemplari di 130 cm di lunghezza e
30 kg di peso.
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TINCA (CYPRINIDAE
Tinca tinca)
La forma piuttosto tozza e
le grandi pinne adatte a compiere evoluzioni tra la fitta vegetazione
acquatica lasciano intuire che la tinca è un pesce amante delle acque
calde e ferme nelle zone di pianura. Il muso presenta un paio di sottili
barbigli e un occhio decisamente piccolo; il corpo è ricoperto di muco
che rende poco visibili le piccole scaglie che lo ricoprono. Il colore
è bruno verdastro, solo il ventre è di un giallo acceso. Può a volte raggiungere
i 40 cm di lunghezza e superare i 3 kg di peso. La tinca è presente nelle
lanche lungo il corso del Ticino e in numerosi corsi d'acqua minori con
acque calme e ricche di vegetazione, ma sopporta bene anche acque molto
povere di ossigeno. Generalmente preferisce fondi ricchi di fango, dove
può ritirarsi a svernare durante i mesi più freddi dell'anno. L'alimentazione
è molto varia: si nutre di larve di insetti, piccoli molluschi e sostanze
vegetali che individua sul fondo con l'aiuto dei barbigli. La riproduzione
avviene da maggio a luglio, le uova, molto piccole e numerosissime, sono
deposte sulla vegetazione acquatica.
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TROTA IRIDEA (SALMONIDAE
Oncorhynchus mykiss)
La trota iridea è originari
delle coste asiatiche e degli Stati Uniti occidentali e del Canada, dove
in alcuni casi svolge parte del proprio cilo vitale in acque marine. A
partire dall'inizio delsecolo è stata imtodotta nelle acque interne italiane,
dove tuttavia non si riproduce. In questi ultimi anni la frota iridea
è stata oggetto di immissioni solo sporadicamente ed è attualmente meno
comune nelle acque del Parco rispetto al passato. Questa specie è allevata
intensivamente per scopi alimentari grazie alla sua vuoa adattabolità
e alla rapida crescita. L'alimentazione in natura è simile a quella della
trota fario, anche se predilige gli insetti acquatici e si nutre meno
frequentemente di pesci. Gli esemplari di lunghezza superore ai 50 cm
sono rari nelle acque italiane.
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PESCE GATTO (ICTALURIDAE
Ameiurus melas)
La colorazione prevalente
è grigio-scura sul dorso e gialla nelle parti ventrali, la testa e la
bocca sono grandi, l'occhio è invece piuttosto piccolo. Sul capo sono
presenti quattro paia di barbigli: uno ai lati della bocca, uno nella
parte superiore del capo e gli ultimi due sulla mandibola. Le pinne pettorali
e la dorsale hanno il primo raggio rigido e molto pungente, per questo
motivo i pesci gatto devono essere manipolati con cautela. Frequenta soprattutto
acque stagnanti in pianura: fossi, cnali, stagni, lanche e i tratti a
corrente lenta dei grandi fiumi. Il pesce gatto è onnivoro e molto vorace,
perciò si ritiene sia responsabile di squilibri biologici a danno di altre
specie nelle acque dove è stato introdotto. La riproduzione è primaverile
ed estiva: entrambi i genitori si occupano della cura delle uova e successivamente
difendono i piccoli fino a quando questi non hanno raggiunto i 3 cm di
lughezza.
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