
Dopo i saluti delle Autorità ed alla presenza di un folto pubblico, l'Assessore Cristina Niutta ha illustrato le finalità del Progetto "Non volgerti indietro":
Il progetto " Non volgerti indietro " è nato dalla volontà di dare continuità allesperienza maturata tra gli enti territoriali anche oggi coinvolti e il centro antiviolenza della provincia di Pavia con un precedente progetto conclusosi nel mese di dicembre 2009 e finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, il progetto "fai sentire la tua voce" con cui si erano poste le basi per la costituzione di una rete tra gli enti partner con la finalità del contrasto alla violenza nei confronti delle donne.
Con questo ultimo progetto, co-finanziato da Regione Lombardia, si è voluto fare un significativo passo in avanti con il coinvolgimento fattivo della Prefettura di Pavia grazie alla quale hanno partecipato ai tavoli di lavoro anche rappresentanti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, gli stessi che oggi relazioneranno e che hanno portato la loro esperienza e i loro preziosi suggerimenti.
E così, Partner del progetto, oltre alla Prefettura sono: I Comuni di Pavia, Vigevano e Stradella, la Provincia di Pavia e la Cooperativa Liberamente che è il centro antiviolenza della Provincia di Pavia.
La volontà di procedere su questa strada matura anche da una attenta osservazione dei dati raccolti nel corso degli ultimi anni in ambito nazionale e locale che mostrano un allarmante incremento dei fenomeni di maltrattamento e di violenza contro le donne. I dati raccolti dalla rete lombarda dei Centri Antiviolenza, di cui la cooperativa LiberaMente è socia, indicano che le donne che si sono rivolte ai Centri nellanno 2008 sono state 2281; di queste 231 hanno fatto richiesta di ospitalità e 42 sono state ospitate allinterno delle Case Rifugio. Anche sul territorio della provincia di Pavia è stato registrato un aumento delle richieste nel corso dellultimo anno: le donne accolte nel 2008 sono state 182, mentre nel 2009 (periodo di gennaio- novembre), sono state 218. I dati raccolti non soltanto rappresentano numeri che giustificano e sollecitano anche le amministrazioni pubbliche nellattivazione di azioni di contrasto e sostegno, ma sono soprattutto indicatori dei bisogni emersi, delle storie delle donne e dei loro figli che attraversano il Centro Antiviolenza, elaborati nei colloqui. Tali storie sono caratterizzate da una complessità sempre crescente delle situazioni individuali, che comportano problematicità ampie e criticità differenziate, dovute ad una differente consapevolezza della vittima di maltrattamento, ma che rispecchiano anche nuove problematicità sociali.
Con il progetto "Non volgerti indietro" lobiettivo generale del contrasto alla violenza contro le donne è stato perseguito attraverso due modalità di intervento: da un lato, implementando lattività di accoglienza del centro antiviolenza ( centralino telefonico, colloqui di sostegno e orientamento, accompagnamenti delle donne presso forze dellordine, tribunali, pronto soccorso, ricerca lavoro..) dallaltra creando una rete operativa tra gli Enti Partners attraverso tavoli di lavoro ove ognuno ha portato la propria esperienza, le proprie specifiche competenze e ha collaborato a individuare buone prassi e procedure di intervento di fronte ai casi concreti che, nel rispetto della specificità di ogni attore, consentano di coordinare lazione e le risorse ed evitare eventuali duplicazioni o carenze. Si sono svolte 9 riunioni di coordinamento e 3 riunioni con le Forze dellordine. Ai tavoli hanno partecipato anche la Polizia Locale del Comune di Pavia e gli assistenti sociali di tutti e tre i Comuni partner, che colgo loccasione per ringraziare, insieme alle funzionarie e dirigenti dei servizi pari opportunità. Tutti hanno lavorato allo scopo di costruire percorsi più sicuri per la donna e i minori, di uscita dalla violenza, di diminuire i tempi di tali percorsi grazie alla condivisione di protocolli e procedure e, quindi, in ultimo, di ridurre i costi sociali relativi alla presa in carico di donne e minori.
E stata elaborata una scheda di rilevazione dei dati specifica, fondamentale a fini di rilevamento, studio e analisi del fenomeno, ma soprattutto, a conclusione dei lavori, è stato elaborato il "Protocollo dintesa" oggi formalmente sottoscritto dagli Enti partner ove si precisa cosa i vari Enti si impegnano a fare per contrastare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne e si individuano specifici codici di comportamento diversi a seconda dei soggetti che si trovino a fronteggiare casi di violenza. Mi piace ricordare che il Protocollo prende spunto sì da altre esperienze simili, ma anche dal "Protocollo per la sicurezza della Provincia di Pavia" siglato a luglio 2009 tra il Comune di Pavia, la Provincia di Pavia e la Prefettura ove si demandava ad uno specifico pacchetto sicurezza lindividuazione di azioni a garanzia della sicurezza delle donne.
Non entrerò nel merito del Protocollo che verrà descritto nellintervento della rappresentante della Prefettura, ma sottolineo uno degli aspetti più rilevanti: E un protocollo aperto alladesione di altri partner, siano essi istituzioni ovvero associazioni o onlus che operano sul tema, perché è nostra volontà allargare la rete per ottimizzare le risorse e le energie migliorando la qualità delle risposte Penso alla auspicata partecipazione dellASL e dei Consorzi sociali; ma penso anche alle Aziende ospedaliere, alle Procure della Repubblica, allUniversità Dunque il Protocollo oggi siglato vuole rappresentare non solo un punto darrivo di un progetto concluso, ma anche e soprattutto un punto di partenza per una sempre maggiore sinergia tra enti nella lotta alla violenza di genere.