Comune di Pavia

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Note storiche
Notizie storiche - Il sacro romano impero
facciata di San Michele

Il rafforzarsi della conflittualità con il potere temporale, preoccupato della potenza e dell'estensione del regno, portò  il papato ad invocare ripetutamente l'aiuto ai Franchi che con Carlo Magno ebbero definitivamente ragione nel 774 di  un impero durato per due secoli.  
Benché sotto il dominio Franco fu questo un periodo di splendore, terminato però rovinosamente.
Pavia continuò ad  essere capitale del Regno d'Italia soprattutto per la presenza della sede amministrativa e del tribunale reale, nell'825  Lotario della dinastia Carolingia emanò il Capitolare Olonese che istituiva la scuola papiensis, scuola di diritto da  cui nacque il Liber Papiensis grande opera di leggi, sancendo l'obbligo di frequenza presso la appena istituita, di tutti  gli studenti lombardi e di parte del Piemonte e della Liguria.
Nell'888 terminata la dinastia Carolingia, l'Italia fu teatro  di scontri politici tra tutti i feudatari per il controllo del Regno, nella basilica di S. Michele vennero in quel periodo  incoronati Berengario e Guido da Spoleto, la cui alternanza al potere creò roventi dissidi coinvolgendo esponenti del  potere temporale. 
Divenuta campo di battaglia politica, sede di sinodi e mediazioni, Pavia rafforzò la propria immagine ed importanza oltre alla propria estensione territoriale con la costruzione di nuovi edifici, chiese ed una seconda cerchia di mura.
Il 12 marzo 924 accade un fatto tanto casuale quanto disastroso, un gruppo di Ungari presero d'assedio la città e vedendosi rifiutata la richiesta di un riscatto non essendo in grado di conquistarla la diedero alle fiamme.  
L'incendio la distrusse completamente uccidendo quasi tutta la popolazione, assieme ad alte cariche reali ed ecclesiastiche. Il rogo non distrusse però la sua importanza. Ugo di Provenza fece infatti ricostruire il Palazzo fornendo così l'impulso per una totale ricostruzione.  
Nel secolo a venire la confusione politica rimaneva ancora viva, si succedettero continue incoronazioni e la dinastia di Ottone di Sassonia, tuttavia l'umore dei pavesi nei confronti del Palazzo che non sembrava più tutelare gli interessi della città sfociò in scontri che terminarono con la sua distruzione con la morte di Enrico II di Baviera.
Il successore di quest'ultimo, Corrado II, deciso a punire la popolazione, tentò la sua conquista ma trovando la città armata decise di trovare accoglienza presso Milano che fu ben lieta di incoronarlo.
Forte dell'appoggio dei milanesi Corrado II tentò nuovamente la conquista pavese che si tradusse nel compromesso inteso al restaro della residenza reale fuori dalle mura cittadine. A partire da questo episiodio Pavia e Milano diventeranno rivali per circa tre secoli. 

 
 
 
 
 
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