
Con lapprovazione, nel novembre 2000, della Legge n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" e, successivamente, dei primi atti attuativi, si è aperta una fase di profonda trasformazione nei welfare regionali e locali, che ha visto impegnati i diversi livelli di governo nellintroduzione di innovazioni significative sia allinterno del sistema di relazioni tra i diversi soggetti, istituzionali e sociali, sia allinterno della rete dei servizi stessi.
Ecco che lo strumento del Piano di Zona viene inserito in un contesto in cui lambito territoriale è strettamente connesso a un nuovo livello di governance, quello dei Comuni compresi nella zona che gestiscono le funzioni sociali in Forma Associata: le fasi della programmazione, innanzitutto, ma anche della gestione dei servizi, del monitoraggio e quella valutativa, si strutturano in una forma sovracomunale, a valenza, appunto, distrettuale, divenendo, esse stesse, momento di "costruzione" di un "Servizio Sociale Distrettuale".
Nellottica di promozione dello sviluppo locale, pertanto, la zona distrettuale si connota come il nuovo livello di governo territoriale delle politiche e dei servizi sociali, al quale è richiesta una rilevante capacità progettuale e strategica, in termini di indirizzo e orientamento, nonché di costruzione del consenso tra i molti attori coinvolti.
È questo un quadro complessivo di innovazione, non solo in ambito sociale e sociosanitario, che favorisce laspetto della "sperimentazione" nei Piani Sociali di Zona, divenuti strumento per il superamento, nel medio e lungo termine, delle singole e frammentate politiche sociali comunali, nonchè per la collaborazione e l'integrazione operativa tra i diversi Comuni del distretto.
Di fatto, con il Piano di Zona, si vanno a definire gli obiettivi e gli interventi, in area sociale, rivolti allinsieme della popolazione di quel territorio, ricercando lintegrazione tra le diverse politiche di settore (per anziani, per disabili, ecc.), tra le politiche sociali comunali singole, e nel loro insieme, e la programmazione distrettuale.
Basandosi sullesperienza della triennalità precedente, in data 14 Dicembre 2005 è stato sottoscritto dalle Amministrazioni Comunali afferenti al Distretto Sociale di Pavia il " Piano di Zona " per il triennio 2006-2008, un documento frutto dell'analisi di chi ogni giorno è a contatto con la gente e grazie al quale alla stessa tornerà la positività e la propositività di uno strumento di regia per le risposte al bisogno sociale delle comunità locali, anche attraverso il corretto utilizzo delle risorse senza diminuzione delle stesse ai vari livelli ma con l'implementazione necessaria perché, unitamente a quelle dei singoli bilanci comunali, rappresentino ulteriori significativi momenti per realizzare un compiuto e forte momento di sussidiarietà, di aiuto e sostegno.
Iter di predispozione ed Attori del Piano di Zona
- Iter del Piano di Zona
- I Comuni del Distretto
- Il Terzo Settore
- Le Organizzazioni Sindacali
Ufficio di Piano
- Ufficio di Piano
- Sedi ed Orari di ricevimento del PersonaleTarget ed Obiettivi
- Anziani
- Disabili
- Salute mentale
- Minori
- Immigrazione
- Adulti in difficoltà
- Obiettivi trasversali
Servizi
- Criteri di accesso ai Titoli Sociali
- Criteri di accesso ai Servizi
Documenti Ufficiali
- Piano di Zona 2006-2008
- Sintesi Piano di Zona 2006-2008
- Accordo di Programma
- Protocollo di Intesa con i Sindacati