

Dialoghi: jazz per due XII edizione
Pavia 14 marzo 2010 ore 21.00
SANTA MARIA GUALTIERI
(Piazza della Vittoria, Pavia)
Daniele DAgaro (sax tenore, clarinetto)
Han Bennink (batteria)
Se improvvisare significa lasciare fluire le idee in libertà ed esprimere una musicalità a tutto campo, il duo Han Bennink - Daniele DAgaro ne incarna lessenza, esaltandone il potenziale creativo.
Daltra parte, il musicista olandese è un maestro dellimprovvisazione, un autentico vulcano ritmico, capace di suonare ogni cosa, al di là del comune set batteristico, mantenendo sempre una pulsante scansione dalla quale sgorgano fiumi di swing.
Il clarinettista e sassofonista friulano non gli è da meno, lasciando trasparire nel suo eloquio solistico un rapporto dinamico con la tradizione del jazz.
Il loro sodalizio poggia da tempo su unintesa empatica, giunta a piena maturazione col formidabile Tempest Trio (completato da Bruno Marini allorgano Hammond), oltre che nei frequenti faccia a faccia.
Bennink è anche una delle colonne portanti della Adriatics Orchestra, formazione diretta dallo stesso DAgaro, il cui percorso artistico si è spesso intrecciato con i migliori esponenti della vivace scena jazzistica olandese.
Insomma, da due tipi come Bennink e DAgaro è lecito attendersi davvero di tutto, sempre nel segno di una musica ad elevato tasso comunicativo, dove le (belle) sorprese non mancano mai.
Classe 1942, Han Bennink si è fatto le ossa accompagnando negli anni Sessanta vari jazzmen statunitensi di passaggio nel Vecchio Continente, da Dexter Gordon a Sonny Rollins, a Eric Dolphy.
Nel contempo ha dato avvio alla cruciale collaborazione con il pianista Misha Mengelberg, con il quale ha fondato nel 1967 la Instant Composers Pool, associazione, etichetta discografica ma soprattutto forte idea musicale sospinta dal desiderio di scombinare ogni cliché.
Tra le numerose imprese di cui Bennink è stato sino ad oggi protagonista, vale la pena citare anche il Clusone Trio, costituito insieme a Ernst Reijseger e Michael Moore.
Messosi in luce alla fine degli anni Settanta nelle file della Mitteleuropa Orchestra di Andrea Centazzo, Daniele DAgaro ha poi preso la via di Berlino e, quindi, di Amsterdam, dove ha avuto modo di collezionare significative esperienze.
Rientrato in Italia, ha continuato a mantenere saldi contatti oltre confine, anche al di là dellAtlantico, specialmente con musicisti della scena di Chicago.
In Europa, oltre che con Han Bennink, ha sviluppato una proficua partnership con il pianista tedesco Alex Schlippenbach, con il quale si è esibito per la prima volta nel corso delledizione 2006 di Dialoghi: jazz per due, incidendo poi il CD Dedalus.